Il territorio
Il territorio

I circa 20.668 Ha  dell’ATC n. 5 comprendenti il territorio agro-silvo pastorale dei comuni di Acquanegra Cremonese, Annicco, Azzanello, Bordolano, Cappella Cantone, Casalbuttano, Casalmorano, Castelvisconti, Crotta d’Adda, Formigara, Gomito, Grumello Cremonese, Paderno Ponchielli, Pizzighettone, San Bassano e Soresina, si estendono al centro della provincia di Cremona, delimitati a Nord dal fiume Oglio e a Sud dall’Adda.

Le caratteristiche geomorfologiche del territorio presentano un andamento marcatamente pianeggiante con presenza di superfici sostanzialmente piane e poste a livelli altimetrici diversi dovuti alla modellazione morfologica originata dai corsi fluviali. Tali zone ad altimetria differenziata sono solitamente delimitate da scarpate generalmente provviste di vegetazione arborea diversificata tipica del bosco planiziale originario (quercia, farnia, carpino bianco, frassino) e di sostituzione per la diffusione della robinia.

Il tipico andamento pianeggiante della pianura cremonese che contraddistingue anche il paesaggio agrario dell’ATC n. 5,  la cui destinazione colturale dei suoli è sempre più improntata allo sfruttamento intensivo a discapito della vocazionalità faunistica del territorio, viene interrotto dalla presenza di zone a spiccata valenza ambientale:

  • lungo il corso dei fiumi Oglio ed Adda che  interessano i comuni di Azzanello e Castelvisconti il primo, Pizzighettone, Formigara, Gomito e Crotta D’Adda il secondo,  in alcuni tratti si è conservati ancora una vegetazione ripariale originaria;
  • le zone umide da essi originate con zone boschive naturali ad esse promiscue quali le Lanche di Azzanello dal fiume Oglio, la Morta della Castellina nella valle del Serio Morto, la Lanca della Rotta e le Morte di Salvignano lungo il fiume Adda ad esempio, rientrano nelle zone di interesse naturalistico quali Riserve Naturali e/o Oasi di Protezione;
  •  i segni della presenza della valle del Serio Morto interessante i comuni di San Bassano, Cappella Cantone e Pizzighettone, le cui caratteristiche morfologiche e pedologiche hanno di fatto contribuito al mantenimento delle originarie   sistemazioni agrarie con presenza di piccoli appezzamenti delimitati da siepi e filari con diversificazione colturale;
  • la presenza di una fitta rete di canali irrigui di derivazione dei principali corsi d’acqua che solcano interamente il territorio agrario, lungo le cui sponde spesso sorgono filari di alberi ed arbusti spontanei, di fatto interrompono la monotonia del il paesaggio agrario contraddistinto da vasti appezzamenti  derivanti da accorpamenti  susseguitesi nel corso degli anni e soggetti a pratiche monocolturali intensive. 

Lo sfruttamento del territorio dell’Ambito è prevalentemente di tipo agricolo con predominanza della coltivazione maidicola caratterizzata da ampie distese monocolturali, a cui si affianca la presenza di colture in avvicendamento di cereali minori (grano, orzo, soia) e foraggere (prati polititi e medicai); l’obbligo del mantenimento di terreni privi di coltivazione (set-aside) imposto dalla CEE, generalmente con vegetazione spontanea, di fatto contribuiscono a creare zone ad habitat favorevole alla selvaggina. L’abbondanza di acqua per la fitta rete irrigua delle campagne e la facilità di reperimento di alimenti nei coltivi da parte della selvaggina, rende l’ambiente idoneo alla sopravvivenza di specie di  fauna selvatica tipiche dell’ambiente di pianura, sia stanziale che migratoria.

In generale ad una situazione ambientale poco diversificata, salvo le zone sopra menzionate, corrisponde una vocazionalità faunistica mediocre: tra le specie di selvaggina stanziale, quella relativamente più avvantaggiata è la lepre che beneficia di ampi spazi seppur necessitando della presenza di prati per l’alimentazione.

Ad essa si può affiancare il fagiano che sfrutta le aree boschive e con vegetazione fitta presenti nelle zone fluviali e riparali, per rifugio e riproduzione.

Ottimo risultato è stato ottenuto con la pernice rossa che si è ben adattata ed integrata nel territorio dell’ATC, contraddistinta da un comportamento meno gregario rispetto alla starna, che probabilmente ha contribuito alla sopravvivenza di soggetti che trovano nelle Zone di Rifugio ed Ambientamento e nelle Zone di Ripopolamento i luoghi di riproduzione.

Tra le specie migratorie, la quaglia trova un ambiente favorevole anche alla nidificazione laddove vi sia la presenza di campi coltivati a grano con permanenza delle stoppi fino all’autunno.

Nei recenti anni si sono registrate buone presenze di individui di germano che trovano lungo le sponde dei corsi di acqua coperte da vegetazione spontanea, il luogo per riprodursi. 

                                                                                                       dr. Fausto Bortolotti

                                                                                                               ( agronomo )

 
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